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BILANCIO FERRARI: F1-75 OK, MA TROPPI ERRORI HANNO COMPROMESSO LE VELLEITA’ DI TITOLO

La F1-75 non ha deluso le attese. Al netto di qualche problema di affidabilità (ma chi non ne ha avuti?), la monoposto è stata altamente competitiva in quasi tutte le piste e in quasi tutte le condizioni. A mancare è stata una guida certa, una visione complessiva e un uomo forte e risoluto in grado di prendere di volta in volta le decisioni. Anche scomode e impopolari. Una Ferrari competitiva e in lotta per il titolo non può vivere di ambiguità, non può rifuggire dalle proprie responsabilità.

La scelta di non eleggere un “capitano” è stato un clamoroso autogol. Tutti sanno che, per forza di cose e per valori oggettivi, la prima guida è senz’ombra di dubbio Charles Leclerc. Ma per quieto vivere o per pavidità, si è deciso di tenere i piedi in due scarpe alimentando incertezze, dubbi, improbabili sogni di gloria e soprattutto errori grossolani. Nessuna scuderia vincente (nessuna!) ha favorito Bottas piuttosto che Hamilton o Perez al posto di Verstappen, mentre in Ferrari è successo l’esatto opposto in un momento cruciale della stagione.

Se l’obiettivo dichiarato all’inizio del campionato fosse stato “vincere qualche gara”, questa stagione poteva considerarsi addirittura positiva. Ma se come è stato fatto attraverso una comunicazione ai limiti dell’imbarazzante, si è spacciato il 2022 come il ritorno della Ferrari in “pompa magna”, è chiaro che quanto visto fin qui non può e non deve bastare. La Ferrari deve sempre lottare per vincere: è la sua natura. E il titolo di Kimi Raikkonen del 2007 diventa giorno dopo giorno sempre più un lontano ricordo. Da sostituire quanto prima con un nuovo trionfo. Le chiacchiere e gli alibi stanno a zero…

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