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DISASTRO ANNUNCIATO

Nel pomeriggio fresco ma frizzantino del Red Bull Ring si è assistito ad un duello insano che ha visto le Ferrari lottare per un secondo posto. Ed era solo la Sprint Race. Come si sia passati da “baci e abbracci” a sorpassi e controsorpassi, non è un mistero. L’assoluta mancanza capacità di giudizio nel prendere decisioni da parte dei piani alti ha portato a questo che, sia beninteso, è solo l’inizio della faida, della lotta intestina. Perché se non sarà messo un freno al celeberrimo e folle “free to fight”, la situazione non potrà che degenerare.

Dodici punti, quelli che separano Carlos Sainz da Charles Leclerc, non sono tanti. Vero. Ma è altrettanto vero che se per “massimizzare i risultati”, s’intende regalare un’enormità di vantaggio agli avversari, non ci siamo. Non ci siamo proprio. La Ferrari dovrebbe iniziare a curare questa grave miopia e magari ricordarsi che non è la Mercedes del 2016: le circostanze sono appena appena diverse. Ma tra sorrisi e dichiarazioni agghiaccianti, si vuole perdere la possibilità di lottare per il mondiale. D’altra parte si è vinto così tanto dal 2007 in poi che un anno si potrebbe anche mandare in malora.

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