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DANKE SEB!

13 dicembre 2020. Una data che i tifosi ferraristi non dimenticheranno con tanta facilità. Data che sancisce la fine dei rapporti lavorativi fra la Scuderia Ferrari e Sebastian Vettel. Il 2020 per Sebastian è stato letteralmente un calvario, dalla data dell’annuncio dell’uscita di scena, precisamente il 12 maggio, è cominciata per il pilota tedesco nato a Heppenheim, cittadina situata nel land dell’Assia, una via Crucis a tutti gli effetti. Ma la rottura fra le due parti non si è rivelata una dinamica veloce ed improvvisa. L’annuncio è stato fulmineo e inaspettato ma c’era già un percorso avviato nel tempo. Tutto è iniziato due anni fa. Dalla morte di Sergio Marchionne qualcosa dentro la squadra si è rotto, Sebastian si è preso ovviamente le sue responsabilità, anche più di una volta, perché il titolo mondiale piloti non è arrivato, tanto meno quello costruttori. Spesso Vettel nelle ultime interviste ha espresso la convinzione di aver fallito quelle che erano le sue ambizioni. Ma come si a fa a pensare solo ai lati negativi di questa esperienza? Di un pilota del genere vanno ricordate soprattutto le imprese, perché, se la Ferrari ha potuto anche sentire odore di consacrazione, lo deve soprattutto al pilota che ha fatto la differenza, soprattutto in certe circostanze Sebastian ci ha messo del suo per portare la squadra alla vittoria.

Sebastian Vettel approda in Ferrari nel 2015, prendendo il posto di Fernando Alonso, arriva con tutta la carica del mondo, tutti lo definiscono come l’erede di Schumi ma ovviamente non sarà così ma non perché Vettel non ha centrato il bandolo della matassa, semplicemente Sebastian Vettel è Sebastian Vettel, un pilota e ragazzo che comunque brilla di luce propria, un ragazzo a cui non servono nomignoli o nomee particolari. Sebastian e la Ferrari non hanno vinto il mondiale perché, semplicemente, se non sei come la Mercedes, ovvero perfetta e potente, non vai da nessuna parte. Vettel e la Ferrari ci hanno provato, soprattutto nel 2017 e nel 2018 a raggiungere la consacrazione mondale. Nel 2017 si sono compiuti davvero dei miracoli unici ma sarà l’affidabilità e ridestare tutti da questo sogno. Nel 2018 per metà campionato tutto regge, gli ingranaggi sembrano essere ben oliati ma da Monza in poi siamo tutti testimoni di un bel patatrac. La Ferrari sembrava, vanamente, solida e invece mostra la sua vera essenza. La Ferrari è come un castello di carta, basta una brezza per farlo venire giù. Il castello ahimè è crollato e la ricostruzione sarà decisamente lunga e difficile.

Così arriviamo al 2020 e, a parte il bel terzo posto a Istanbul, per Vettel si rivela essere la peggior stagione, iniziata male e finita male. Non di meno è il rendimento della squadra che vive un anno davvero orribile. La SF1000 è un trattore, le strategie si rivelano quasi sempre senza senso, spesso è il pilota che decide per sé, andando molte volte in disaccordo con il muretto, i pit stop sono lunghi come una quaresima, la comunicazione è incredibilmente fallimentare, i piloti cercano di fare quello che possono e per andare oltre i limiti della macchina commettono anche parecchi errori. Nonostante tutto Seb si dimostra sempre essere uomo squadra, continuando a difendere l’operato di tutti anche quando potrebbe essere più pungente e duro. E invece no! Seb crede al lavoro dei suoi ragazzi e dei meccanici, crede in tutti quelli che incarnano il significato di Essere Ferrari e, dopo aver tagliato il traguardo, a Yas Marina riserva, a modo suo, un saluto speciale ai suoi uomini.

Il tedesco infatti ha riscritto il testo di “Azzurro”, la celebre canzone intonata da Celentano, e lo ha cantato: “Voi siete la squadra Rossa, appassionati non vi arrendete mai! La mia fermata sta arrivando, mi è piaciuto stare con voi. Ho sentito la vostra magia, una sensazione straordinaria. Ragazzi vi ringrazio per avermi dato tanto, mi mancherete. Un saluto a tutti voi a Maranello, sono grato di esser stato qui. E adesso io quasi quasi dirò addio e auguro il meglio, vi auguro di esser felici ma ancor di più di esser sani. Taratatarata”, ecco le parole intonate da Sebastian Vettel, davvero emozionato, nel suo ultimo team radio con il box del Cavallino.

E come dimenticare il casco portato proprio per questa ultima occasione. Che tributo pazzesco ai suoi sei anni passati in Ferrari: sul suo casco si legge “Grazie Ragazzi”, scritta che rimarrà nei cuori di tutti, queste due semplici parole rappresenteranno un legame speciale fra un pilota che ha dato l’anima al Cavallino Rampante e una squadra che ha creduto nel suo pilota.

Vettel sarà ancora per molto tempo il terzo pilota più vincente della Ferrari, solo Michael Schumacher e Niki Lauda hanno fatto meglio di lui. Vettel sarà sempre quel pilota che, grazie alla sua grande abilità di gestire le gomme, ha vinto gare che sembravano in bilico. Vettel sarà sempre il pilota dagli occhi lucidi dopo ogni vittoria con il team di Maranello. Vettel sarà sempre quel pilota che sul podio di Singapore faceva svolazzare la bandiera con scritto Essere Ferrari. Questa avventura è finita.

Sebastian è pronto a lavorare in un’altra squadra, la futura Aston Martin e la Ferrari invece, dal prossimo anno, avrà un’altra line up composta da Carlos Sainz e Charles Leclerc, quest’ultimo avrà tutti gli occhi puntati addosso. Le strade si sono divise ma credo che ad ambedue le parti rimarrà sempre qualcosa dentro. Ci sarà sempre una parte della Ferrari all’interno del cuore di Sebastian e ci sarà un pezzettino di Sebastian nell’anima del Cavallino Rampante. Quando ci sono rapporti così intensi in Formula 1 è impossibile che si disperda tutto. Certi legami rimarranno eterni. La gioia, le emozioni vissute in questi anni sia da chi è dentro la squadra che dai tifosi sono credo il prodotto più bello che possa esserci. Non hanno vinto il mondiale ma forse hanno dato vita a qualcosa di più bello e vero.

Grazie Seb o Danke Seb!

 

Laura Piras

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