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LUCA CORDERO DI MONTEZEMOLO: “LA FERRARI MI PREOCCUPA. BINOTTO UOMO SOLO: DEVE ESSERE AIUTATO!”

Un fiume in piena: basta questa espressione per definire l’ex presidente Ferrari Luca Cordero di Montezemolo, intervistato in esclusiva da Radio 1. L’ex numero uno del Cavallino rampante non ha lesinato critiche e ha evidenziato molti aspetti critici. Spazio F1 vi riporta integralmente il contenuto di questa lunga chiacchierata.

Sui risultati deludenti: “Voglio evitare di creare ulteriori elementi di difficoltà o di polemica. Cercherò di essere il più obiettivo e costruttivo possibile. Sono preoccupato perché i risultati di quest’anno, in cui la Ferrari non ha fatto neppure un giro in testa in tutto il campionato, da un lato sono problemi che vengono da lontano, dall’altro sono problemi che creano degli interrogativi importanti sul futuro. Vengono da lontano perché se noi guardiamo i numeri, che poi sono quelli che nella vita, nel lavoro e soprattutto nello sport contano, dal 2014 la Ferrari non solo non ha mai vinto un mondiale né piloti né costruttori, non solo non è mai stata in condizioni di arrivare a giocarsi il mondiale all’ultima corsa, ma soprattutto in certi anni è stata sin dall’inizio tagliata fuori dalle speranze di vittoria”.

I problemi della Ferrari: “Questo nasce da due tipi di problemi. Innanzitutto dal tipo di organizzazione ‘orizzontale’ che era stata fatta, che in F1 non regge, tipico di chi non ha esperienze e non ha conoscenze della F1 e forse non ha nemmeno l’umiltà di vedere come sono organizzate le migliori squadre o com’era organizzata la Ferrari stessa quando vinceva in continuazione o quando, ad esempio nel 2012 abbiamo perso il mondiale a metà dell’ultimo GP con Alonso. Alonso è stato 4 anni alla Ferrari e per 2 volte ha perso il mondiale all’ultima gara. Vettel, che è un ragazzo serio e bravo, e fui io il primo a parlare con lui della possibilità di venire in Ferrari, non si è mai giocato il mondiale all’ultima gara. Il secondo problema è che per vincere, oggi e ai tempi di Enzo Ferrari, ad esempio quando assunse John Bernard e Harvey Postlethwaite, bisogna assumere qualche elemento che faccia la differenza e che porti competenze e aria nuova. Io avevo una squadra di cui sono orgoglioso con Jean Todt direttore sportivo, Ross Brawn direttore tecnico, Stefano Domenicali che era il numero 2 di Todt, Rory Byrne come capo del telaio. Questa era una squadra fortissima, perché nella mia vita ho sempre cercato di mettermi attorno persone ancora più brave, non parliamo della parte commerciale poi, con Felisa e i suoi collaboratori, dove abbiamo vinto il premio come miglior posto di lavoro per la qualità della vita. Purtroppo è un problema che viene da lontano, in questi anni non si è mai vinto e non si è mai stati vicino a vincere e mi preoccupa per il futuro”.

Sul team principal Mattia Binotto: “All’inizio vedevo una criticità in Binotto molto solo, perché è vero che ha un presidente e un CEO, ma questi ultimi devono avere conoscenza, competenza, passione per la F1 per dare il massimo supporto a chi oggi è in trincea come Binotto. Abbiamo regolamenti completamente nuovi nel 2022, sui quali bisogna lavorare bene e iniziare a farlo già da ora. Vedo un futuro con molte incognite. Vedevo Binotto un uomo solo al comando, e non ha grandissima esperienza ed è unico caso in F1 sia team manager che direttore tecnico, ha un fardello sulle spalle molto pesante. Spero che il nuovo CEO possa aiutarlo”.

Infine, una battuta sulle condizioni di salute di Michael Schumacher e sull’approdo del figlio in F1: “Su Michael non ho notizie, penso spesso a lui. Quando vedo le immagini delle vittorie ho un groppo in gola, altri tempi, un clima di grande amicizia e vittorie. Mick è un ragazzo serio, che ha saputo migliorarsi giorno dopo giorno, perché non era così forte uno o due anni fa. Mi fa piacere vedere uno Schumacher in pista, anche se il nome non è garanzia di campione, dovrà dimostrarlo con molta pressione addosso. Giusta la scelta di andare in una squadra piccola come la Haas, è intelligente, sa stare al suo posto, gli faccio un in bocca al lupo”.

 

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