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GRAN PREMIO EIFEL: CURIOSITA’ E STORIA

Domenica prossima si terrà ,nella fantastica cornice del Nurburgring, il Gran Premio dell’Eifel, undicesima prova del mondiale di Formula 1 2020. La parola Nurburgring deriva dal nome del Castello di Nurburg, attorno al quale si articola il  lunghissimo tracciato. La denominazione Eifel invece è stata ripresa dall’omonimo altopiano dove è localizzato il circuito.

La prima pietra venne posata il 27 settembre del 1925, i lavori di costruzione terminarono nel 1927 grazie alla manodopera di 3000 operai e il costo dell’intera operazione si aggirò sui 15 milioni di marchi.

Il 18 giugno del 1927, giorno dell’inaugurazione del nuovo circuito, si tenne la prima gara che vide protagoniste le due ruote, ad ottenere la vittoria fu il pilota Toni Ulmen a bordo di una Velocette. Il giorno dopo fu il turno delle auto e il vincitore fu il pilota tedesco Rudolf Caracciola su Mercedes Compressor di Classe 5000cc.

In origine tutto il tracciato era costituito dalla combinazione di due anelli, il Nordschleife, a nord, lungo 22,810 km e il Sudschleife, a sud, di lunghezza 7,747 km.

L’unione di questi due circuiti era denominata Gesamtstrecke che raggiungeva, addirittura, i 28,265 km, una lunghezza davvero importante.

Esisteva anticamente anche un’ulteriore configurazione chiamata Betonschleife, un anello di cemento decisamente più corto delle altre versioni, talmente breve che non arrivava neanche ai 3 km, precisamente la sua estensione era di 2,292 km.

Sino al 1929 le gare venivano disputate sull’intero circuito, solo a partire dall’anno successivo la sede del gran premio fu il Nordschleife mentre il Südschleife venne destinata alle gare motociclistiche, in quanto la sua configurazione risultava decisamente più semplice e sicura.

Nel dettaglio, il  Nordschleife era una vera e propria palestra per i piloti: 172 curve – 84 a destra e 88 a sinistra – tutte diverse fra di loro in base al raggio, al camber e il gradiente. Per tutta l’estensione del tracciato la larghezza era di appena 6/7 metri. Solo al traguardo la pista era larga 20 metri, larghezza che poi veniva totalmente ridotta da un imbuto naturale, che si formava subito dopo la linea di partenza. Su questo tipo di pista solo i migliori si esaltavano, solo chi aveva coraggio, forza e determinazione riusciva ad emergere, solo chi aveva un briciolo di follia poteva compiere grandi imprese.

Nel 1935, in completo post dopoguerra, si impose il grandissimo Tazio Nuvolari, pilota dell’Alfa Romeo,  che vinse nonostante non avesse in dotazione la vettura più performante dell’intero Circus. Tazio umiliò l’armata tedesca della Mercedes, inarrestabile in quegli anni nelle gare sportive . Nuvolari aveva tutto: tempra, passione e anche il giusto estro per distinguersi.

Durante la seconda guerra mondiale la pista chiuse i battenti e solo nel 1951 fu in grado di ospitare di nuovo il primo Gran Premio di Germania.  Il Circus al Nurburgring rimarrà in attività fino al 1976. Dal 1977 sarà Hockenheim a diventare, stabilmente, sede dello stesso Gran Premio.

Il Nordschleife venne soprannominato da Sir Jackie Stewart, che vinse tre volte quì, “L’Inferno Verde”, nome che anche adesso è molto usato da noi appassionati.  Jochen Rindt invece si lancio ironicamente in una battuta : “E’ difficile da affrontare, ma è facile morirci!”.

Nel 1975 fu Niki Lauda, durante le qualifiche, a siglare il record della pista sotto i 7′ al Nordschleife:  l’austriaco della Ferrari conquistò il miglior tempo in 6’58.60.  A fare il record in gara fu il suo compagno di squadra Clay Regazzoni con il tempo di 7’06.40.

Nel 1976 Lauda fu, purtroppo, protagonista in negativo su questa pista, un terribile incidente lo attendeva in gara. Nonostante le modifiche fatte al circuito proprio in merito alla sicurezza, Niki, che aveva provato a convincere gli altri piloti a non correre, andò a schiantarsi sulla parete della collina proprio prima di Bergwerk. La macchina si incendiò e il pilota austriaco rischiò la vita. Fortunatamente di lì a poco si riprese e tornò brevemente dentro l’abitacolo di una macchina di formula 1, pronto a correre a vincere altri due titoli mondiali.

Dal 1997  il Nurburgring diventò la sede del Gran Premio del Lussemburgo e del Gran Premio d’Europa. Dimora di queste due tappe del mondiale divenne un nuovo circuito denominato Gp Strecke,  che non ha niente a che fare con il Nordschleife, il quale venne escluso dalle competizioni della Formula 1.

Il GP Strecke,  costruito nella zona in cui era situato il Sudschleife, è caratterizzato da brevi rettilinei e curve molto tecniche come la Ford, la Dunlop e la Shell. Nel 2002 il tracciato subì un cambiamento, con l’ingresso della ‘Mercedes Arena’ (a forma della lettera greca Omega), curva posta subito il rettilineo, ospitante il traguardo.  Prima del Gran Premio d’Europa 2007, la ‘S’ Audi  mutò il nome in ‘S’ Schumacher, in onore di Michael Schumacher, che si era ritirato l’anno prima.

Dal 1995, grazie alla presenza oramai fondamentale di Michael Schumacher, la Germania riuscì ad ottenere una seconda gara nel Calendario di Formula 1, denominata Gran Premio d’Europa: il GP-Stecke fu scelto come sede dell’evento che divenne tappa fissa del mondiale sino al 2007. Fu utilizzata la denominazione di Gran Premio del Lussemburgo solo nel 1997 e il 1998.

Affinchè fosse garantito un futuro in Formula 1 del GP-Strecke, lo stesso fu alternato al tracciato di Hockenheim come sede del Gran Premio di Germania a partire dal 2008.

Il record del circuito fu stabilito da Michael Schumacher nel 2004, a bordo della sua F2004, il crono è 1’28″35. L’ultimo pilota a vincere fu Sebastian Vettel nel 2013 a bordo della Red Bull.

Dopo sette anni torniamo, finalmente, in un luogo che ha davvero rappresentato una parte importante della storia, un luogo che, secondo me, distinse i grandissimi dai grandi. Ovviamente i tempi sono cambiati, i piloti non affrontano più le insidie del vecchio tracciato ma rimane il fascino e il mito di un passato leggendario, ambientato fra foreste spettacolari e picchi vulcanici.

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