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IL FAVOLOSO MONDO DI ELKANN

“Se uno guarda all’ultimo decennio, nel quale non abbiamo vinto, e guardiamo i cambi che sono stati fatti nell’organizzazione, ci siamo indeboliti con persone che ci hanno lasciato per rinforzare i nostri concorrenti. Quello che stiamo facendo con Binotto è il contrario: costruire su una base forte e rafforzarla.Il nostro obiettivo deve essere rafforzare e non indebolire“. Tutto vero. Il presidente della Ferrari, John Elkann, uno che per intenderci ha fatto disastri un po’ ovunque, è riuscito a giustificare lo scempio motoristico del secolo dando lo colpa ai suoi predecessori. Una roba davvero squallida, ma tant’è.

L‘arroganza e l’assoluta mancanza di responsabilità, termine di cui ignora candidamente il significato ma con il quale ci si riempie a sproposito la bocca, sono i capisaldi fondamentali della sua esperienza in seno alla Ferrari. Parlare concretamente delle cose che non vanno, lavorare, analizzare i dati e progredire non fanno parte del dna di questo team di lavoro: meglio pavoneggiarsi con il colore storico di una livrea, fregiarsi di un numero storico di gare e poi farsi vedere di tanto in tanto e rilasciare interviste penose come quella di ieri a Sky. Dal manico alla scopa, la sostanza non cambia.

“Non c’è niente di peggio che dare delle speranze senza poter raggiungere gli obiettivi -prosegue imperterrito nel delirio-. La nostra realtà ci dice che siamo tra il sesto e il quarto posto e dobbiamo progredire per l’anno prossimo. Progredire vuol dire essere sul podio, ma non è quella di vincere. Nel 2022 si riscriveranno le regole e in quel momento dovremo avere le ambizioni per tornare a vincere“. Quindi, cari tifosi della Ferrari, se avete anche solo sperato in qualche miglioramento per il prossimo mondiale, lasciate perdere e ripassate nel 2022. Quando forse, e sottolineo forse, se questo gruppo di “lavoro” (dal presidente al team principal) verrà allontanato a calci, la Ferrari potrà rinascere dalle ceneri. Fino a quel fausto giorno, toccherà ingoiare bocconi amari. Un po’ come quelli di Leclerc di ieri, che a momenti si faceva superare anche da mia nonna in carrozzella. “C’è un passato glorioso, ma anche un futuro altrettanto glorioso”, rassicura Elkann. E se lo dice lui, c’è proprio da stare sereni.

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