PAGELLE

GP DEL MUGELLO, LE PAGELLE

Lewis Hamilton ha trionfato nell’inedito GP del Mugello, una chicca assoluta, un motivo di vanto per l’inglese considerando che cade in concomitanza della millesima gara in Formula 1 dei rivali della Ferrari. Il sei volte iridato è stato seguito da Valtteri Bottas e al terzo posto da Alexander Albon. Di seguito i voti dei protagonisti della giornata:

Ferrari: voto 3. Idealmente dovrebbe essere uno zero, ma restiamo umani. Che il 2020 sarebbe stato un calvario lo si era ampiamente capito dopo la stipula dell’accordo segreto, ma qui la misura è colma: la SF1000 è un disastro e i protagonisti non hanno fatto alcunché per migliorare la situazione. Binotto non vuol sentire parlare di crisi, ma dovrebbe coniare un neologismo per definire questa deriva vergognosa. Se l’obiettivo era macchiare la storia della Ferrari ed essere ricordato per essere il peggior team principal di tutti i tempi, la missione è stata ampiamente raggiunta.

Leclerc: voto 6,5. Nonostante non sia aiutato né dalla macchina né dal team, il monegasco si prende le luci della ribalta con una partenza davvero sfavillante. Peccato che poi debba cedere una meritatissima terza posizione a causa delle mille problematiche della monoposto.

Vettel: voto 5. Calvario quasi finito per il quattro volte iridato. Le critiche feroci e anche ingenerose lette stamane sui vari giornali sono più dettate dal tempismo sospetto dell’annuncio in Aston Martin che per demeriti in pista. Tuttavia sembra sinceramente disinteressato, ma lo si può biasimare?

Bottas: voto 4,5. Pezzo di bravura, uno dei pochi, in occasione della partenza dove mette il turbo e fa fritto Hamilton. Poi, come succede di solito, ricade nel suo grande vizio e si addormenta in pista. Alla terza ripartenza si fa fregare come un novellino da Ricciardo. Fortunatamente, per lui, riesce a riprendersi la posizione.

Hamilton: voto 8. Con Schumi da eguagliare e superare, il britannico non vuole correre ma volare. E’ troppo, troppo, troppo più forte dei suoi sedicenti concorrenti e non è solo merito della W11, come sostengono avvelenati i suoi detrattori. Nemmeno quando sbaglia, come in occasione della partenza, la vittoria sembra mai essere in discussione. Novantesima vittoria in Formula 1, chapeau.

Giovinazzi: voto 3. Dispiace dover dare un’insufficienza così grave ad un connazionale, ma era inevitabile. Anche oggi ha commesso una leggerezza che poteva risultare fatale per l’incolumità sua e dei suoi colleghi.

Ricciardo: voto 6. La sua allegria contagiosa era stata oscurata dalla rabbia per l’andamento delle qualifiche. Il promesso sposo della McLaren oggi si è rifatto con una gara positiva. Peccato perché ad un certo punto il podio sembrava alla portata.

Sainz: s.v. Dopo le lacrime amare versate a Monza, aveva la grande occasione di mettersi alle spalle l’epilogo (comunque positivo dell’ultimo GP) e di rilanciarsi. I suoi sogni si infrangono dopo soli otto giri a causa del maxi incidente provocato da Giovinazzi.

Verstappen: 4. Chi pensava che il processo di crescita fosse ultimato, deve chiaramente rivedere la sua opinione. L’olandese ha fatto due ritiri consecutivi e non è così che si può provare a togliere lo scettro a Lewis.

Albon: 6,5. L’ombra di Gasly deve aver magicamente rivitalizzato il thailandese che vive sempre nell’incubo della “retrocessione”. La sua risposta è il gradino più basso del podio. Non male!

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