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STANDING OVATION

La 71esima edizione del Gran Premio d’Italia è stata una delle gare più spettacolari degli ultimi anni. Era da tempo, infatti, che non si assisteva ad una sequenza di colpi di scena, duelli “corpo a corpo” ed emozioni forti. A sorpresa, a trionfare, è stata l’italiana Alpha Tauri guidata da uno splendido ragazzo di nome Pierre Gasly, ribattezzato simpaticamente ‘il milanese’. Emozioni vere, forti come le lacrime di uno sconsolato Carlos Sainz. Allo spagnolo, autore di un grandissimo week-end, sarebbe bastato un giro in più per riportare dopo 8 anni una vittoria in casa McLaren. Così non è stato, ma il “Mini Alonso” potrà rifarsi certamente l’anno venturo…

E a proposito di futuro, ma soprattutto di solide certezze del presente non ci resta che registrare l’ennesima prova “maiuscola” della Ferrari. La SF1000 è un serbatoio inesauribile di sorprese: quando pensi di aver visto di tutto, devi iniziare seriamente a preoccuparti perché “il peggio deve ancora venire”. E per non rischiare di incorrere in smentite, Binotto & co. hanno infilato una doppietta qualifiche-gara da far tremare i polsi: peggior risultato di tutti i tempi nella giornata di sabato e due ritiri domenica. Qui, c’è da togliersi il cappello e applaudire. L’intera scuderia si sta per sedere di diritto nel “Valhalla della Formula 1“.

Se in pista le cose vanno male, le narrazioni vendute ai “superficiali” (Binotto dixit) addetti ai lavori sono anche peggio. Dal manico (Elkann-Camilleri) alla scopa (Binotto) si tende a difendere a spada tratta un lavoro che ha prodotto una serie di figuracce in mondo visione. E non parliamo di chiacchiere, ma di fatti. Quindi quando si pensa di farsi belli criticando il lavoro altrui, forse sarebbe il caso di rivedersi qualche gara di questo stupendo mondiale 2020. E non sarebbe male  vergognarsi e magari anche dimettersi.

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