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IL CAVALLINO HA SMESSO DI NITRIRE

L’edizione odierna de Il Resto del Carlino apre la sua finestra su Monza ponendo l’attenzione sulla Ferrari evidenziando come dal 2019 ad oggi sia cambiato praticamente tutto: “È passato un anno. Sembra un secolo! Dodici mesi fa, la Ferrari riempiva Piazza Duomo a Milano. Un tripudio di folla per quella che sembrava l’alba di un Rinascimento Rosso. Il giovanissimo Leclerc aveva appena vinto in Belgio e si apprestava a concedere il bis a Monza. È un miracolo da salutare con gioia il fatto che il Gran Premio d’Italia venga regolarmente disputato, nonostante la pandemia. C’è tanto, nell’evento, dell’orgoglio tricolore, sublimato dalla presenza sugli spalti di medici e infermieri. Peccato sia assente… la Rossa. È inutile girarci attorno, in questa malinconica ricerca del tempo perduto. Mai, almeno nella sua storia recente, il Cavallino si era presentato così moscio e dimesso all’appuntamento che una volta valeva quasi una stagione. Il Cavallino, ecco, ha smesso di nitrire. Raglia. Fuori dal Parco vagano sconsolati tifosi con cartelli che esprimono la delusione nazionalpopolare. È tutto tremendamente difficile, per la gente della Ferrari. Rimandare addirittura al 2022 ogni speranza di riscatto non è stato un colpo di genio, in termini di comunicazione. Forse, almeno in assetto da qualifica, un aiutino potrebbe arrivare dalla decisione Fia di vietare modifiche alla mappatura del motore tra prove e gara. Nulla di sconvolgente, ma si è sempre sostenuto che il famoso “pulsante magico” garantisse ad Hamilton e Bottas un ampliamento del già nettissimo margine di vantaggio sulla concorrenza. Francamente io ci credo poco, ma è pur vero che la Ferrari è messa così male che qualunque mutamento, a proposito di motori, male non farà”.

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