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L’INDIFFERENZA DI CHI STA INFANGANDO LA FERRARI

Dopo la penosa parentesi catalana, è arrivata la “tempesta perfetta” di Spa. Dove, solo dodici mesi fa, la Ferrari celebrava la prima vittoria di Charles Leclerc. Ebbene, da quel momento, sembra passata un’eternità. Quella monoposto ha lasciato il posto ad un catorcio che conosce solo fragilità e debolezze: scarica di potenza, lenta in rettilineo e in curva, un disastro da un punto di vista aerodinamico. Resterà negli annali la scena del mancato sorpasso con il DRS attivo. Roba che nemmeno nei film di Fantozzi…

Visibilmente stremati i piloti, imbarazzante Binotto. Dal momento della sua nomina a team principal, la Ferrari ha fatto solo costanti e dolorosi passi indietro. La sua dialettica, quegli occhietti quasi divertiti, irritano ancor di più. Certamente, le responsabilità non sono solo le sue, ma sarebbe il caso di iniziare a guardarsi intorno e di far cadere qualche testa. Più di una, possibilmente. Perché tutto ciò è inaccettabile. Si sta giocando con la storia leggendaria di una scuderia. Nell’indifferenza di chi dovrebbe decidere per il suo bene, ma gira la testa dall’altra parte.

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