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C’ERA UNA VOLTA: GP DEL BELGIO 1992

Si sa che il primo amore non si scorda mai e penso che questo valga anche per i piloti nel caso delle vittorie. La prima consacrazione ha, credo, un sapore speciale. Vieni travolto dalle emozioni e finalmente tutte le fatiche di una vita sono state ripagate. Ripensi a tutti i km percorsi in pista, ai sacrifici fatti per avere un posto in quella che è la massima serie dell’automobilismo e festeggi.

Per Michael Schumacher il Gran Premio del Belgio del 1992 fu proprio la prima volta, fu il battesimo del fuoco di quella che poi sarebbe stata una carriera davvero leggendaria e unica.

Ci troviamo proprio sulla pista dove il Kaiser Schumy aveva debuttato l’anno prima, ma purtroppo quel giorno gara che finì molto presto lui. Dopo qualche centinaia di metro, infatti, la sua Jordan 191, di colore verde, si arrestò, a causa di un guasto alla frizione. Nonostante un ottimo piazzamento in qualifica la sua partecipazione durò molto poco.

Ma era scritto nel destino che proprio su quella meravigliosa pista, l’Università dei piloti, Schumacher doveva iniziare quella che sarà una delle storie più belle di tutta la Formula 1.

Le qualifiche di quell’edizione erano state ampiamente dominate dal Leone di Inghilterra,  Nigel Mansell, che a bordo della sua FW14B aveva ottenuto la pole position distaccando Senna di oltre due secondi. Terzo fu Michael Schumacher che fiancheggiava la seconda Williams di Patrese.

L’indomani mattina però il cielo si rivelò minaccioso e ci si aspettava il solito diluvio universale belga. Queste erano le condizioni perfette per Ayrton Senna, chiamato da tutti il Rainmaster, ovvero il maestro della pioggia. In partenza il pilota brasiliano scattò magnificamente e si portò al comando della gara. La pioggia arrivò e rimescolò le carte in tavola. Gli altri si fermarono ai box per montare le gomme da bagnato mentre Senna prese la decisione di rimanere in pista, con la speranza di vedere la pioggia cessare la sua discesa, ma alla fine dovette fermarsi anche lui per cambiare le gomme. Mansell tornò a comandare la gara, secondo in quel frangente era Patrese e terzo invece Michael Schumacher.

La pioggia smise di scendere e premiò Michael che approfittò delle condizioni climatiche mutevoli per montare prontamente le gomme da asciutto. Il pilota nato a Kerpen fù uno dei primi a indossare le mescole d’asciutto. L’asfalto si asciugò sempre di più e il pilota tedesco si ritrovò a gestire una gara da solo al comando e con autorevolezza e freddezza riuscì a portare la sua Benetton al traguardo vincendo finalmente la sua prima gara.

Michael dimostrò un’abilità nell’amministrare tutto il gran premio senza precedenti , un coraggio unico e una maturità fenomenale guidando davvero come uno dei più grandi esperti.

“Non posso descrivere le mie emozioni –commenta il vincitore durante la conferenza stampa post-gara -. Oggi quando ero nel mio motorhome mi sentivo che avrei potuto vincere questa gara.E sono felice di aver vinto non perché gli altri hanno fatto incidenti o avuto problemi alla macchina. Ho vinto questa gara da solo”

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