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IL MONDIALE DELLA NOIA E L’INDOLE PLACIDA DI VALTTERI

Resterà un mistero e questa volta non è né il finale di un romanzo giallo né di un film da cuore in gola. Il mistero, in questione, ha un nome e cognome: Valtteri Bottas, il finlandese – che almeno a parole – dovrebbe/vorrebbe contendere il titolo a Lewis Hamilton. Eppure, ieri, l’illusione è durata circa 10 secondi. In partenza, il “boscaiolo” aveva avuto uno spunto migliore del campione del mondo in carica, ma poi…Testa sotto la sabbia, timore reverenziale e dietro da bravo cagnolino. Mettendo addirittura a rischio la seconda posizione. Sarebbe stato un attacco di lesa maestà provare il sorpasso sul britannico? Mistero.

In un campionato del mondo che rischia di scivolare via nella noia più totale, Bottas ha deciso di fare poco o nulla per ravvivarlo. Sì, prova a contendere la pole position ma i suoi propositi “bellicosi”, se così si può dire, si limitano a quello. Perché? Mistero. La sua indole, mansueta e olimpica,  appare essere in netta antitesi con quella cattiva e decisa del pilota che vuole vincere e può farlo perché dispone della macchina migliore. Ma al finlandese piace partecipare e veder trionfare il compagno di squadra. Un atteggiamento inspiegabile e pavido che starà facendo rivoltare i mostri sacri della Formula 1. Per la gioia di Lewis e la pax di Toto. 

 

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