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“RIVOLUZIONE” FERRARI, DAL NUOVO ASSETTO AL SIMULATORE: ECCO COME CAMBIA

Dalle pagine de Il Resto del Carlino, Leo Turrini spiega i piani futuri della Ferrari in funzione dell’obiettivo vittoria che manca dal lontano 2007: “Un nuovo simulatore per tornare a vincere in F1. Oggi la Ferrari torna in pista a Silverstone e sinceramente c’è poco di buono da aspettarsi. Anche in Inghilterra Leclerc e Vettel potranno al massimo battersi per un piazzamento. Questo passa il convento, dopo di che possiamo strepitare, invocare processi popolari, pretendere sanzioni esemplari. E alla fine vince la Mercedes. Da parte dei vertici della azienda si scommette sul futuro rifiutando l’isteria. L’amministratore delegato Camilleri è consapevole che sul reparto corse bisogna investire. Spendere meglio, ecco. Metterci soldi freschi, per modernizzare le infrastrutture e nel frattempo garantire stabilità all’area tecnica. Premessa, la stabilità, indispensabile per favorire l’arrivo in Italia di ingegneri di qualità, spaventati dal frenetico turn over dell’era Marchionne (e anche dell’ultima fase di Montezemolo, in verità). Per dirla con Piero Ferrari, che è il secondo azionista, non è bello sapere che Allison, Sassi e Tortora, allontanati da Maranello, lavorano e vincono in Mercedes. Quando Mattia Binotto, il team principal, provò a dire a Sergio Marchionne che serviva un nuovo simulatore, il mega impianto che per le monoposto sostituisce i test su strada, si sentì rispondere: costa troppo, possiamo vincere anche senza. Così la Ferrari è rimasta indietro, alle prese con la consueta, dannata mancanza di correlazione tra i dati teorici e la risposta della pista. A gennaio arriverà questo benedetto nuovo simulatore, alloggiato in una torretta all’interno del reparto corse. Meglio tardi che mai”.

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