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ELKANN PROMETTE: “COMPETITIVI DAL 2022. LA MIA FERRARI SARA’ COME LA JUVE…”

“Ho fiducia in Binotto”. Ha parlato così John Elkann, presidente della Ferrari. Il numero uno di Maranello ha concesso una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport. Ecco le sue parole: “Leclerc e Sainz prenderanno casa a Maranello per stare vicino agli ingegneri. A Maranello lavoreremo sul collettivo, come ha fatto la Juventus in questi dieci anni sotto la guida di Andrea Agnelli”.

Analisi lucida sul momento della Ferrari  con l’obiettivo di tornare competitivi a partire dal 2022: “Innanzitutto voglio dire che la Ferrari nel suo insieme gode di ottima salute. Sotto la guida dell’a.d. Camilleri è riuscita a esprimersi con grande forza e vitalità. Lo abbiamo visto dai risultati, dalla capacità di presentare 5 nuovi prodotti come non era mai accaduto prima, dalla perfetta gestione dell’emergenza sanitaria. Su tutto quel progetto meraviglioso, Back on Track, che è stato di esempio nel mondo per consentire ai nostri dipendenti di rientrare al lavoro in sicurezza dopo la pandemia. Noi ci siamo nascosti dal Covid-19 perché il virus non si diffondesse, ma il virus esiste e dobbiamo imparare a conviverci. La parte sportiva attraversa indubbiamente un periodo difficile che parte da lontano. Non vinciamo un Mondiale costruttori dal 2008 e uno piloti dal 2007. Ci sono stati i cicli vincenti della Red Bull per capacità aerodinamica e della Mercedes per la grande abilità nelle tecnologie del motore ibrido. Quest’anno non siamo competitivi anche per errori di impostazione della macchina. Abbiamo avuto una serie di debolezze strutturali che esistono da tempo nell’aerodinamica e nella dinamica del veicolo. Abbiamo anche perso in potenza motoristica. La realtà è che la Ferrari non è competitiva. Lo si è visto in pista e lo si vedrà ancora. Il nostro obiettivo è di cominciare un nuovo ciclo dal 2022 quando cambieranno le regole. La Ferrari c’è sempre stata e ci sarà sempre. Torneremo a essere competitivi e punteremo a vincere. Siamo fiduciosi”.

Sul team principal Binotto: “Totale fiducia! Anche perché Mattia Binotto ha tutte le competenze e le caratteristiche per un nuovo ciclo vincente. Era in Ferrari con Todt e Schumacher, sa come coniugare ambizione e concretezza. Con lui ripartiamo da una base chiara. Conosciamo le nostre debolezze, vogliamo andare oltre e ricominciare a vincere con piloti giovani e ambiziosi come noi”.

Sugli ultimi piloti e il nuovo corso LeclercSainz: “Negli ultimi dieci anni abbiamo avuto fuoriclasse come Alonso e Vettel che sono stati campioni del mondo. Ma è più difficile ricostruire un ciclo e chiedere pazienza a chi ha già vinto rispetto a chi ha il futuro davanti a sé. Stiamo mettendo le fondamenta per costruire qualcosa di importante e lo si intuisce anche dalla durata del contratto che abbiamo firmato con Charles. Leclerc e Sainz prenderanno casa a Maranello, staranno il più possibile vicino ai nostri ingegneri. La nuova macchina nascerà anche dal loro contributo”.

La Ferrari come la Juventus: “I tifosi stanno soffrendo quanto noi, ma continuano a darci grande carica, ed è importante esser chiari e onesti con loro. Ci aspetta un percorso lungo. Quando Todt e Schumi aprirono, alla fine degli Anni 90, quello storico ciclo venivamo da un digiuno ventennale che durava dal 1979… I tifosi sappiano che comunque noi daremo tutto in ogni GP, e vedrete che anche Vettel farà la sua parte, ma non voglio illuderli. Fare il massimo in questi ultimi mesi del 2020 e nel 2021 per tornare a essere molto competitivi nel 2022: questo è l’obiettivo! Ci saranno maggiori spazi e la competitività generale aumenterà. Difficile fare una stima ed è sbagliato creare false aspettative, ma entro il 2022 noi vorremmo essere tra i più competitivi. Stiamo lavorando per consolidare la cultura vincente della Ferrari e dei nostri piloti. Lavoreremo sul collettivo come ha fatto la Juve negli ultimi 10 anni. E quando il collettivo è forte prescinde dal singolo”.

Sulle questioni politiche e il futuro regolamento: “Il blocco dei regolamenti ci penalizza molto, visto che partiamo male e dobbiamo essere realisti e coscienti delle debolezze strutturali della macchina con la quale conviviamo da un decennio e che il passaggio all’ibrido ha sottolineato. Noi abbiamo dato l’ok alle nuove regole che partiranno dal 2022, perché riteniamo giusto che ci sia maggiore competitività all’interno della F1, e non vediamo la limitazione data dal budget cap come un vincolo alla nostra capacità di vincere, piuttosto la prendiamo come una sfida. I nostri manager, i nostri ingegneri e i nostri piloti troveranno dentro quei vincoli la forza e la creatività per riportare in alto la Ferrari. Personalmente non ho mai visto negli ultimi 10 anni uno spirito così coeso e così forte”.

Sul super ciclo di Hamilton: ” E’ un pilota eccezionale, può diventare il più vincente di sempre. Ha saputo lavorare con concentrazione e intensità per creare un ciclo in Mercedes. Il suo passaggio dalla McLaren alla Mercedes non è stato facile. Non era ovvio. Ma fu una scelta intelligente. E l’impegno civile che sta portando avanti ci piace molto e ci sta a cuore. Pensate che l’unico riconoscimento che Ferrari ha avuto quest’anno è la certificazione dell’equal salary. All’interno dell’azienda è la prova del nostro impegno civile per le pari opportunità”.

Cosa vuol dire essere presidente della Ferrari? Ecco la risposta: “Essere presidente della Ferrari significa una enorme responsabilità. Ferrari è un patrimonio unico che ha poche migliaia di clienti ma fa sognare centinaia di milioni di persone nel mondo. È una società all’avanguardia della tecnologia, che ha radici profonde, a Maranello in Emilia, ma parla al mondo. Ferrari sente la responsabilità verso la propria terra e verso l’Italia, ma è responsabilità condivisa con tutte le persone che ci lavorano e hanno un grande senso di appartenenza. Camilleri sta facendo emergere il collettivo. La Ferrari è la società di tutti”.

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