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SPY STORY

Interessante pezzo di Giorgio Terruzzi che sulle pagine de Il Corriere della Sera spiega esattamente cos’è successo in questi mesi: dalla soffiata sulla power unit Ferrari, passando attraverso l’accordo segreto stipulato tra Maranello e FIA per finire con il caso Racing Point, il cui esito atteso nella prima decade di luglio, rischia di sconvolgere gli equilibri dell’intera F1. “C’è una spy story all’origine dei mali che affliggono questa Ferrari. Innescata dalla vittoria di Leclerc nel GP d’Italia 2019, ottenuta sfruttando un motore potentissimo.Troppo potente secondo la concorrenza che pure, al pari della Ferrari, cerca e sfrutta cavalli in più, lavorando in quelle zone indecifrabili che compongono ogni power unit. Nell’autunno scorso una chirurgica operazione di spionaggio industriale prese corpo, innescata da un team antagonista della Ferrari con la complicità di qualcuno che della Ferrari conosce i risvolti più segreti. Ad ammetterlo è un tecnico della Federazione Internazionale (FIA) che pretende anonimato mentre racconta come l’indagine federale proprio su istigazione di un team prese il via. Con qualche contraddizione poiché la modalità per ottenere quelle informazioni risultava illecita. È questo il clamoroso retroscena dal quale molte mosse derivano. La stessa FIA è consapevole che tutti i motoristi operano oltre il limite con rischi minimi. Tanto è vero che persino nel caso Ferrari non si è arrivati a scoprire una irregolarità. In ogni modo, le informazioni giunte ai tecnici federali sono servite per imporre a Maranello un compromesso, «segreto», con conseguente azzeramento di una serie di sviluppi.I guai aerodinamici che le rosse manifestano ora sono il frutto di quell’accordo. In pratica, un passo indietro di decine di cavalli che ha reso inadeguato il progetto di una macchina pensata per un motore più potente. Cosa che ha obbligato i tecnici del Cavallino ad una riprogettazione non felice, da abbinare ad un motore «pulito». Secondo molti addetti ai lavori, l’unico motore «pulito» in gara oggi. Impossibile per la Federazione verificare in profondità ciò che accade nelle officine. Salvo soffiate, appunto. Il che garantisce a molti team di viaggiare indisturbati aumentando la potenza delle power unit. Servono le prove per determinare una infrazione. E queste prove possono emergere solo se qualcuno spia o confessa. Ciò che accade sul fronte motori è simile al tema Racing Point. Chi opera in F1 sorride di fronte all’idea che sia stato possibile copiare la Mercedes 2019 usando le foto. Stiamo parlando di dettagli alla frazione di millimetro per componenti sofisticatissime. Eppure, siamo ancora ai semplici sospetti, con la FIA che ammette una certa superficialità nelle analisi, consapevole del terremoto che potrebbe generare un’accusa di trasferimento dati, destinata a coinvolgere anche la squadra campione del mondo. Di contro, se dovesse passare il principio, c’è il rischio che nel 2022 tutti i team legati a Mercedes potrebbero scendere in pista con macchine identiche e velocissime. In ballo c’è la credibilità dell’intera F1. Mentre la Ferrari ha di fronte un lungo percorso tecnico con la consapevolezza di aver subito una grave ingerenza nei propri computer e la speranza — non solidissima — che la Federazione possa fare giustizia, anche in assenza di spie chi, mentre viaggia tra le regole, va ben oltre le regole”.

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