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MONTEZEMOLO “TORNEREI MA NON AVREI CHANCE”

Dopo tre gran premi il quadro di questo mondiale 2020 è abbastanza chiaro. Da una parte abbiamo una Mercedes ultra dominante, dall’altra invece una Ferrari in crisi nera, anzi nerissima.

A parlare del Cavallino Rampante è tornato Luca Cordero di Montezemolo, che ai microfoni di Radio Rai si è lasciato andare ad affermazioni pungenti ma chiare e concise.

“Il problema di oggi nasce innanzitutto dall’organizzazione. La Ferrari ne ha una totalmente diversa dalle altre squadre. Mattia Binotto è troppo solo. Non ci sono altre squadre organizzate così. Binotto, che è un giovane alle prime armi come direttore tecnico, è responsabile della gestione sportiva, della gestione piloti, dell’area tecnica e deve occuparsi anche della politica”.

“Ai miei tempi io avevo costruito una squadra con il meglio del meglio. C’erano Jean Todt, Ross Brawn, Rory Byrne, Paolo Martinelli, Stefano Domenicali. La Formula 1 è come il grande calcio internazionale, non si guardano i passaporti, per vincere si deve cercare il meglio e poi far crescere gli uomini che ci sono all’interno. Negli ultimi tempi, in Ferrari i talenti li hanno fatti andare via. Prima Allison, poi Sassi, adesso tutti alla Mercedes”.

Secondo Montezemolo bisogna fare cambiamenti radicali : “Sono stati commessi degli errori, un po’ per l’ansia di vincere, un po’ per inesperienza. È sbagliato pensare di fare tutto in casa. La Formula 1 non si gestisce come un’azienda quotata in Borsa o come una grande realtà industriale. Sono molto preoccupato perché non sarà facile uscire da questa situazione, anche perché bisognerebbe già lavorare sul 2022 quando cambierà tutto. È eccessivo parlare di rifondazione, ma questa organizzazione non va bene per la Formula 1 di oggi”.

E dei piloti cosa ne pensa ? Ecco le sue dichiarazioni a riguardo: “I piloti non hanno colpe. Ma io non avrei mai tagliato Vettel con tanto anticipo. Si è messa troppa pressione su Leclerc ed è difficile coinvolgere Vettel in un discorso costruttivo visto che se ne andrà”.

E sulla concorrenza commenta così: “Io sbagliai nel 2014 ad accettare il passaggio alle power unit ibride. Sottovalutammo il fatto che la Mercedes li stava studiando da due anni e soprattutto che l’industria tedesca aveva una cultura sull’argomento che in Italia era ancora sconosciuta. Ma dopo un anno buio eravamo già competitivi. Purtroppo dal 2014 la Ferrari non è più stata in corsa per il Mondiale”.

Finisce l’intervista ricordando i bei tempi andati quando era lui a capo di tutto : “Quando mi sostituirono mi dissero che non contava avere i bilanci positivi, ma che bisognava vincere in pista. Almeno ai miei tempi quando non vincevamo restavamo in lotta fino all’ultima gara. Tante volte abbiamo perso proprio alla fine. Con Michael, ma anche con Irvine, Massa e due volte con Alonso”.

Chissà se la Ferrari tornerà ai suoi antichi fasti?

Ai posteri l’ardua sentenza.

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