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TRAVERSATA NEL DESERTO ASPETTANDO IL 2022

Durissima analisi da parte de Il Corriere della Sera riguardo il GP di Stiria. Nel particolare, l’attenzione viene focalizzata sullo sviluppo della SF1000: “A parte i punti persi, la più grave conseguenza dello scellerato crash tra i due cavalieri rossi è che ha tolto al team dati e risposte, la bussola per trovare la strada. O per avere conferma che quella presa è giusta. Perché adesso la Ferrari si è persa, per una serie di errori, circostanze, sfortune. Lo si capisce dalle frasi di Mattia Binotto che parla di “metodologie da rivedere” e “progetto da cambiare”. Un guaio iniziato un’estate fa, quando (dallo stesso gruppo tecnico che aveva sfornato le buone macchine 2017 e 2018: quindi inutile ora chiedere teste che ruzzolano) nasceva questo progetto su basi riassumibili così: “Abbiamo un super motore, cerchiamo di migliorare nel carico aerodinamico”. Dopo pochi mesi, per la nota controversia con la Fia, addio supermotore: la Rossa si è ritrovata con il motore più penalizzato e un’aerodinamica comunque non top . Un disastro. Dopo i test, inversione di marcia: basta ricerca esasperata di carico, si va nella direzione opposta. Ed eccoci all’Austria bis con le novità rimaste invalutabili: le qualifiche sul bagnato non sono considerate probanti dai tecnici. Altre arriveranno in Ungheria. Ma la domanda vera è: quanto un progetto nato male può essere stravolto? L’esperienza dice: poco. E allora prepariamoci a una traversata nel deserto, con finale 2022, visto che nel 2021 i regolamenti e le vetture restano questi”.

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