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NOT BAD, LEWIS!

Le prime due tappe di questa bizzarra stagione restituiscono certezze e credibilità alla Mercedes. Nonostante le dichiarazioni di facciata e il politichese di quel lupo di mare di Toto Wolff, il team di Brackley continua a dominare incontrastato all’interno del circus. Un predominio, quello delle frecce d’argento, costruito anni or sono, e continuamente perfezionato e migliorato nel corso del tempo.

Una gestione virtuosa e assai redditizia, frutto del lavoro di un team principal saggio e capace e di un team che lavora compatto e all’unisono. Nel rispetto delle regole e del regolamento (Das?) e senza colpi di testa. Regna l’armonia, dunque, sia in scuderia che in pista e i risultati sono lì a dimostrarlo. Perfino tra i piloti si respira un clima di pace: si rema tutti dalla stessa parte, le gerarchie sono ben definite e quando Hamilton deve stare dietro, l’inglese rispetta la direttiva dal muretto senza emettere un fiato.

Proprio lui, il sei volte iridato, è stato artefice di un week-end perfetto. In qualifica, sotto il diluvio universale, ha distrutto il suo primo competitor (Verstappen) lasciandolo ad oltre un secondo; in gara, se possibile, ha fatto ancora meglio umiliando (sportivamente parlando) il compagno di squadra Bottas, in ritardo di “appena” 14 secondi. L’inglese ha realizzato il primo capolavoro di una stagione che potrebbe portarlo ad eguagliare il numero di titoli mondiali di Schumacher. Not bad, Lewis!

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